ET.beyond_csrd/4 - Angelo Pigatto, Risorse umane e Sostenibilità

Despar Nord: «Csrd rinviata, percorso Esg confermato»

25 Feb 2026
Interviste Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Il Direttore Risorse Umane e Sostenibilità spiega che l'azienda non pubblicherà un documento secondo la Csrd, proseguendo la rendicontazione Esg con gli standard già adottati in attesa di un quadro normativo più stabile. L’azienda continua comunque a prepararsi, lavorando su doppia materialità e rafforzamento dei processi interni

In un contesto normativo ancora in evoluzione, la scelta non è fermarsi, ma consolidare quanto costruito e prepararsi con gradualità al nuovo assetto europeo della rendicontazione. Lo racconta Angelo Pigatto (in foto), Direttore Risorse Umane e Sostenibilità di Despar Nord, in questa nuova intervista della serie che ETicaNews dedica alle aziende che verranno escluse dall’obbligo di rendicontazione Csrd una volta entrata in vigore la Direttiva Omnibus.

L’azienda ha deciso di non pubblicare nel 2025 un documento rinnovato secondo la Csrd, poiché «il quadro normativo europeo è ancora in evoluzione e, a fine 2025, mancavano standard definitivi», spiega Pigatto. La rendicontazione Esg proseguirà quindi secondo gli standard già adottati, con l’obiettivo di «adeguarsi alla normativa Csrd progressivamente, quando il contesto normativo sarà più chiaro e stabile». Parallelamente, Despar Nord si è focalizzata sulla doppia materialità, svolta su base volontaria: «Il processo di doppia materialità rappresenta uno strumento fondamentale per l’attivazione e l’orientamento della strategia di sostenibilità», evidenzia Pigatto. A pesare sulle scelte non è solo l’evoluzione regolatoria, ma anche il mercato, in quanto «molti concorrenti si stanno adeguando per legge alla Csrd», osserva il manager. E il sistema bancario richiede «dati quantitativi specifici su aspetti ambientali, sociali e di governance», rafforzando la necessità di una rendicontazione strutturata.

Alla luce dell’esclusione dall’obbligo Csrd, come avete scelto di posizionarvi?

L’azienda ha deciso di non pubblicare un documento rinnovato secondo la Csrd per l’anno 2025, principalmente perché il quadro normativo europeo è ancora in evoluzione e, a fine 2025, mancavano standard definitivi. Questo contesto rallenta l’adozione di un lavoro strutturato adeguato che è necessario a un’azienda di grandi dimensioni, per produrre, elaborare e rendere disponibile una quantità rilevante di dati. La rendicontazione Esg per l’anno di rendicontazione 2025 continuerà quindi seguendo quanto già impostato negli anni precedenti, mantenendo gli stessi standard di disclosure. L’obiettivo è adeguarsi alla normativa Csrd progressivamente, quando il contesto normativo sarà più chiaro e stabile, facilitando quindi la creazione di flussi interni idonei alla produzione, elaborazione e divulgazione delle informazioni, in particolare quelle quantitative, richieste. Ci siamo comunque focalizzati sulla doppia materialità.

L’esclusione dall’obbligo ha avuto impatti su priorità, budget e commitment del management?

Gli impatti solo limitati dal fatto che facciamo parte di un gruppo europeo (Gruppo Spar) con il quale comunque ci stiamo preparando ad adottare la Csrd, sia a livello consolidato, fornendo loro i dati e le informazioni richieste, sia poi nazionale con la produzione del nostro report. Come anticipato, sicuramente c’è stato un rallentamento delle tempistiche.

Prima dell’esclusione avevate già rafforzato governance e processi interni? Oggi pensate di mantenere queste strutture?

A livello interno, negli ultimi anni sono state avviate diverse iniziative con l’obiettivo di rafforzare i processi aziendali e diffondere una maggiore cultura interna sui temi della Csrd. In ambito di governance, sono stati organizzati momenti formativi rivolti alle figure apicali delle diverse direzioni aziendali, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza dei temi Esg e sottolineare l’importanza di una governance solida e adeguata. È stata introdotta quindi la figura del Sustainability Ambassador, attribuita a tutti i dirigenti di funzione, responsabili per la promozione e l’integrazione della strategia Esg all’interno delle rispettive aree. Le attività formative dedicate agli Ambassador hanno posto particolare attenzione agli elementi chiave necessari per costruire e mantenere una solida identità Esg all’interno dell’organizzazione. Anche figure più operative sono state, e continueranno a essere, coinvolte in percorsi formativi dedicati alla sostenibilità. Tali figure sono state identificate come Sustainability Practitioner, colleghi di ciascuna funzione aziendale che attivamente supportano l’implementazione di iniziative legate alla sostenibilità. I percorsi formativi a loro dedicati, inizialmente focalizzati sulla strategia di sostenibilità aziendale, sono stati orientati poi ad approfondimenti specifici riguardanti gli standard Esrs.

A fine 2023 è stata inoltre istituita in azienda una nuova funzione organizzativa, Esg‑Safety, che comprende gli uffici dedicati alla sicurezza ambientale, alla sicurezza sul lavoro, alla sicurezza alimentare, alla qualità e alla reportistica Esg. La creazione di questa funzione ha l’obiettivo di attribuire alla sostenibilità una posizione chiara e centrale all’interno dell’organizzazione, valorizzandone l’importanza e superando in tal modo la parcellizzazione in altre strutture aziendali che in passato si occupavano anche di questi ambiti. Sicuramente viene mantenuta la funzione Esg-Safety, continua il ruolo di coordinamento e coinvolgimento interno di tutte le funzioni interni che apportano valore aggiunto alla sostenibilità aziendale e permane lo scambio continuo di aggiornamenti e adeguamenti con la capogruppo Spar.

Avete svolto l’analisi di doppia materialità? Come pensate di usarla in futuro?

L’analisi di doppia materialità è stata condotta a livello volontario all’inizio del 2025 in conformità agli standard Esrs allora applicabili. Il processo ha previsto il coinvolgimento di un ampio numero di funzioni e ruoli aziendali (ricorrendo anche alle figure dei Sustainability Practitioner) con l’obiettivo di garantire una valutazione il più possibile completa e rappresentativa delle attività dell’organizzazione. L’analisi è stata inoltre supportata da figure esterne specializzate in sostenibilità, come docenti universitari, che hanno fornito supporto metodologico e contribuito all’identificazione e alla valutazione degli impatti, rischi e opportunità (Iro) rilevanti.

Il processo di doppia materialità rappresenta uno strumento fondamentale per l’attivazione e l’orientamento della strategia di sostenibilità dell’organizzazione. L’analisi condotta nel corso dello scorso anno rimarrà invariata, fatta eccezione per limitati adeguamenti necessari a recepire le semplificazioni introdotte dagli Esrs semplificati. La rappresentazione di questa ai fini reportistici è volontaria in quanto la nostra rendicontazione è basata sui temi materiali individuati dalla Impact Materiality realizzata secondo gli standard Gri. La realizzazione della Dma secondo la Csrd è fondamentale per la nostra azienda per l’identificazione delle aree in cui iniziare ad agire con maggior priorità in quanto basata sulla doppia prospettiva: inside-out e outside-in. Nei prossimi anni verrà comunque aggiornata per adeguarla ai continui mutamenti del contesto in cui operiamo e vigerà la coerenza anche rispetto alla Dma della capogruppo.

Le semplificazioni Esrs e i Vsme possono essere utili?

Sì, la rendicontazione dei prossimi anni secondo gli Esrs seguirà l’ultima versione ovvero i semplificati; è in corso un lavoro interno di raccolta e di elaborazione di dati e informazioni per preparare i disclosure requirements derivanti dalla risultante della Dma condotta; questo sia da un punto di vista nazionale che di gruppo con Spar. L’adozione degli standard Vsme non è considerata una soluzione idonea per la nostra azienda, in quanto tali standard sono stati realizzati in ottica delle piccole e medie imprese. La loro applicazione comporterebbe una riduzione del livello di dettaglio e di completezza informativa rispetto a quanto attualmente garantito dagli standard di rendicontazione che utilizziamo.

Quali stakeholder hanno inciso di più nelle vostre scelte?

Le principali pressioni arrivano dall’evoluzione del contesto competitivo, in particolare dal fatto che molti concorrenti si stanno adeguando per legge alla Csrd. Questo rende probabile, nel tempo, la necessità di allinearci allo standard per restare comparabili e dimostrare in modo chiaro e trasparente il nostro impegno sui temi di sostenibilità.

Un’altra spinta importante arriva dal mondo bancario. Per accedere a finanziamenti Esg le banche richiedono infatti dati quantitativi specifici su aspetti ambientali, sociali e di governance. Avere una rendicontazione Esg strutturata, come quella prevista dalla Csrd, permette di raccogliere e tenere traccia di queste informazioni in modo ordinato, rendendole facilmente disponibili quando richieste. Senza una rendicontazione di questo tipo, reperire i dati necessari sarebbe molto più complesso e meno immediato.

Come avete comunicato i cambiamenti legati all’Omnibus? Posizionamento chiaro o attendista?

La nostra azienda già produce una reportistica completa e allineata con i principali standard internazionali di sostenibilità; l’adeguamento verso la Csrd, e in particolare agli standard di sostenibilità introdotti (gli Esrs) è in corso sia da un punto di vista nazionale che consolidato con la capogruppo ed è stato dichiarato nelle recenti edizioni della nostra reportistica. Non sono stati pubblicati altre forme di comunicazione in merito per il momento.

Guardando al 2026, quali sono le priorità? In che modo la Csrd continuerà a influenzarvi?

Per l’anno in corso, l’obiettivo aziendale in ambito di reportistica Esg è quello di mantenere la struttura di rendicontazione sviluppata e progressivamente migliorata durante gli oltre dieci anni di rendicontazione, così da continuare a fornire dati e informazioni chiari, coerenti e utili, in linea con quanto già comunicato in passato. L’adeguamento alla normativa Csrd è previsto nei prossimi anni, quando il quadro normativo sarà più stabile, definito e completo e parallelamente sarà stato possibile introdurre in azienda sistemi e processi adeguati alla raccolta, l’elaborazione, la divulgazione e il monitoraggio dei dati richiesti dalla direttiva. Il percorso verrà svolto in parallelo con la capogruppo per garantire le medesime informazioni sia per il consolidato a livello europeo che per la reportistica nazionale, la quale sarà di carattere volontario non essendo formalmente obbligati per legge dalla Csrd.

Giulia Bandini

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