ESG.PRIVATEMARKETS/ ANALISI DELLO STUDIO Aca Global
Rischio “troppi dati Esg” nei private market
La crescente abbondanza di dati Esg sta trasformando l’analisi della sostenibilità nelle aziende non quotate, riducendo progressivamente il divario informativo ma sta anche contribuendo a richiedere ai private investor di aumentare la capacità di valutazione e rendicontazione per gli operatori e le aspettative degli investitori
La crescente disponibilità di dati Esg nel mondo private markets sta trasformando profondamente l’analisi della sostenibilità nelle aziende non quotate, riducendo progressivamente il divario informativo tra società quotate e aziende private. Ma questo nuovo periodo di abbondanza di dati Esg comporta dei rischi di cui i private investors devono essere consapevoli e che devono monitorare attentamente. A mettere in luce questa nuova criticità dei private markets è un’analisi firmata Aca Global, società internazionale di advisory per la gestione della conformità normativa e dei rischi aziendali, dal titolo Private Market Sustainability Data in the Age of Information Abundance.
DALLA SCARSITÀ ALL’ABBONDANZA DI INFORMAZIONI
Per molti anni, la differenza è stata marcata. Le società quotate hanno beneficiato di obblighi normativi di disclosure e di numerose iniziative volontarie di rendicontazione, che nel tempo hanno creato un patrimonio informativo ampio e strutturato. Le aziende private, in particolare le Pmi, al contrario sono rimaste a lungo in una sorta di “zona d’ombra informativa”, con pochi dati disponibili e una capacità limitata di valutare in modo rigoroso le loro performance ambientali, sociali e di governance.
Per colmare la mancanza di dati diretti, i provider Esg hanno storicamente fatto ricorso a metodi indiretti, come l’analisi delle notizie di stampa, la ricostruzione delle relazioni lungo la catena di fornitura tra aziende private e società quotate e l’utilizzo di modelli di stima. Si tratta di strumenti utili, ma che hanno sempre lasciato i mercati privati in una posizione di svantaggio rispetto ai mercati pubblici.
Oggi questo scenario sta cambiando rapidamente. L’avanzamento delle tecnologie di intelligenza artificiale, l’automazione dei processi di raccolta delle informazioni e le tecniche avanzate di data scraping stanno generando una quantità crescente di dati anche sulle aziende non quotate. In molti casi diventa così possibile costruire metriche di sostenibilità basate su evidenze concrete, rendendo la distanza informativa tra mercati pubblici e privati sempre meno marcata.
LE CRITICITÀ PER GLI INVESTITORI
Questo cambiamento ha conseguenze rilevanti per chi investe nei mercati privati, in particolare per fondi di private equity e venture capital.
L’aumento della disponibilità di dati Esg riduce progressivamente l’opacità informativa che ha caratterizzato a lungo questo segmento del mercato. Anche in assenza di disclosure ufficiali diventa sempre più possibile individuare criticità ambientali, problemi nella catena di fornitura o rischi legati alla governance, rendendo il rischio reputazionale più visibile e più facilmente misurabile.
Allo stesso tempo, la sostenibilità assume un ruolo crescente anche nei processi di raccolta dei capitali. Molti gestori di fondi stanno ampliando il proprio bacino di investitori rivolgendosi al mondo del wealth management, ai family office e alla clientela private delle istituzioni finanziarie. Si tratta di investitori sempre più sensibili ai temi ESG e sempre più attenti alla qualità e alla trasparenza dei dati disponibili.
Infine, anche la due diligence tende a evolvere. Accanto agli aspetti finanziari e alle prospettive di crescita, gli investitori integrano sempre più spesso analisi legate alle emissioni, alla struttura delle catene di fornitura, al monitoraggio delle controversie e ai rischi climatici. Questo consente di individuare con maggiore precisione sia le vulnerabilità potenziali sia le opportunità legate a modelli di business più sostenibili.
VERSO STANDARD DI TRASPARENZA PIÙ ELEVATI
Nel medio periodo, questa evoluzione potrebbe incidere anche sulle valutazioni delle Pmi non quotate. Se le performance Esg diventano sempre più misurabili e comparabili, le imprese con profili di sostenibilità solidi potrebbero beneficiare di un premio in termini di valutazione, mentre quelle esposte a rischi ambientali o sociali significativi potrebbero incontrare maggiori difficoltà ad attrarre capitali. E in questo contesto, la crescente abbondanza di dati sta contribuendo a richiedere ai private investor di aumentare il livello di valutazione e rendicontazione per gli operatori e le aspettative degli investitori.
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