Natura, niente standard: Issb prepara dichiarazione volontaria
L’International Sustainability Standards Board (Issb) dell’Ifrs Foundation ha annunciato lo sviluppo di requisiti per le aziende in merito alla disclosure sui rischi e le opportunità legati alla natura. Come anticipato nella rassegna stampa di questa settimana, la disclosure avverrà sotto forma di Dichiarazione di prassi Ifrs, anziché di uno standard autonomo obbligatorio, anche se il Board ha lasciato aperta la possibilità di includere in futuro contenuti relativi alla natura in uno standard. L’applicazione della Dichiarazione di prassi avrà pieno effetto di uno standard Issb per le aziende che la adottano.
L’Issb si è impegnata a includerà una domanda nella sua prossima consultazione per chiedere agli stakeholder se concordano sul fatto che la Dichiarazione di prassi sia la forma più appropriata per la definizione degli standard in materia di disclosure sulla natura. L’Issb aveva annunciato l’avvio dei lavori sull’iniziativa alla fine dell’anno scorso, con l’intenzione di pubblicare una prima bozza entro la fine del 2026.
La scelta mira anche a limitare le complessità per le imprese già impegnate nell’implementazione degli standard Ifrs S1 e S2, mantenendo al contempo coerenza con il quadro informativo esistente. Tuttavia, l’approccio ha suscitato alcune critiche da parte di organizzazioni della sostenibilità, che spingono per l’adozione di uno standard vincolante sulla natura, ritenuto più in linea con le aspettative del mercato e con le evidenze scientifiche.
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