opposizione a proposte contro le minorities

Big oil Usa, proxy advisor sulle barricate

21 Mag 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
In vista della stagione assembleare, Glass Lewis e Iss hanno dato le loro indicazioni di voto sui colossi petroliferi statunitensi Exxon Mobil e Chevron. Il dibattito verte sulla salvaguardia dei diritti degli azionisti che potrebbero venire erosi dalle proposte avanzate dal management delle due società

Governance e diritti degli azionisti delle big oil americane saranno terreno di scontro nell’imminente stagione assembleare. Come riportato da Reuters, le due principali società di proxy voting (Glass Lewis e Institutional Shareholder Services) hanno pubblicato raccomandazioni che si scontrano con le proposte avanzate dai consigli di amministrazione di Exxon Mobil e Chevron. La prima vuole cambiare “casa” trasferendosi in Texas, una mossa che promette efficienza e semplificazione, ma rischia di lasciare indifesi i piccoli azionisti. In Chevron, invece, nomine e rifiuto a cambiamenti nella struttura societaria sollevano dubbi su indipendenza e commitment dei consiglieri. Due dossier diversi, accomunati però da una stessa logica di fondo, ovvero il bilanciamento tra gli interessi del management e la salvaguardia delle prerogative degli azionisti.

EXXON: REDOMICILIATION SPECULATIVA

La proposta più controversa riguarda Exxon Mobil, con la sua intenzione di trasferire dal New Jersey al Texas lo Stato di incorporazione societaria. L’operazione, nota come redomiciliation, è una pratica relativamente comune nel mondo corporate americano, ma in questo caso sta sollevando significative preoccupazioni tra gli investitori istituzionali. Lo scorso anno il Texas ha infatti approvato una legge che, attraverso la fissazione di soglie di partecipazioni azionarie minime, ostacola l’apertura di contenziosi da parte dei piccoli azionisti. Glass Lewis e Iss raccomandano entrambe di votare contro la proposta del colosso petrolifero, motivando la loro posizione proprio con il rischio che il trasferimento possa limitare i diritti degli azionisti e l’accesso a tutele legali in caso di controversie.

Iss ha invece dato indicazione favorevole alla proposta presentata dal New York State Comptroller, Thomas P. DiNapoli, che chiede a Exxon di ampliare e facilitare il voto retail, includendo la possibilità per i piccoli investitori di votare automaticamente contro le raccomandazioni del board. Una misura pensata per aumentare la partecipazione nella governance societaria, spesso dominata dai grandi investitori istituzionali.

La risposta di Exxon non si è fatta attendere. In un documento depositato presso la Sec, la società ha accusato l’Ufficio del Comptroller di New York di agire sulla base di motivazioni politiche piuttosto che finanziarie. Exxon ha inoltre definito “mal informata” la raccomandazione di voto contro il trasferimento in Texas, difendendo la proposta come una decisione strategica nell’interesse degli azionisti a lungo termine.

CHEVRON: GOVERNANCE SOTTO ESAME

Anche Chevron si trova nel mirino dei due proxy advisor, sebbene con toni meno accesi rispetto al caso Exxon. Glass Lewis non sostiene la rielezione nel consiglio di amministrazione della società di Jon Huntsman Jr., ex governatore dello Utah, che ricopre inoltre un ruolo esecutivo in Mastercard e siede nel board di Ford. Una combinazione di incarichi che, secondo il proxy advisor, potrebbe compromettere la sua capacità di dedicare tempo e attenzione adeguati alle responsabilità in Chevron.

Per quanto riguarda la struttura di governance, Glass Lewis sostiene la richiesta di separazione tra il ruolo di presidente del consiglio e quello di amministratore delegato. Per l’advisor, una simile separazione favorirebbe un board più proattivo, indipendente ed efficace nel proprio ruolo di supervisione del management. Chevron ha risposto sostenendo che il board debba mantenere la flessibilità necessaria per scegliere la struttura di leadership più adeguata alle circostanze, senza vincoli imposti dall’esterno.

Matteo Russo

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