ESG.ICI 2026 / Prove di trasparenza oltre la compliance

22 Giu 2026
In breve Companies & CSR Commenta Invia ad un amico

Le aziende fanno i primi passi per superare gli obblighi di compliance, in termini di trasparenza. Le quote sono ancora ridotte, ma ci sono imprese che comunicano comunque informazioni non più obbligatorie, oppure addirittura iniziative non sviluppate. Questo, mentre percentuali consistenti di aziende hanno messo in atto una “prioritizzazione” degli aspetti da comunicare o meno. È quanto emerge da ESG.ICI 2026 (ESG Identity Corporate Index), il primo assessment quantitativo che misura l’Identità Esg di un’azienda valutando i presidi e i processi che ne orientano le attività verso risultati sostenibili. Giunto all’undicesima edizione, l’Index ha coinvolto 109 aziende, confermando il massimo storico di partecipazione.

Alla domanda “La società ha adottato un approccio trasparente nella comunicazione?“, il 14,8% delle quotate risponde “aspetti di sostenibilità su cui è cessata l’iniziativa aziendale e quindi non più portati avanti (cosa l’azienda ha scelto di non fare più)”, mentre un più consistente 27% indica gli “aspetti di sostenibilità non adottati/sviluppati (cosa l’azienda ha scelto di non fare)”. Le quote delle non quotate scendono rispettivamente all’11,7 e al 5,8 per cento.

 

 

Sono invece ampiamente oltre il 30% le aziende quotate che hanno introdotto una priorità dei kpi da condividere. Alla domanda “La società ha definito una prioritizzazione dei kpi oggetto di narrativa (concetto differente dai kpi materiali)“, circa il 35% delle quotate ha risposto di aver definito metriche identitarie rispetto alla narrativa interna, e la stessa percentuale ha risposto in relazione alla narrativa esterna.

 

 

L’edizione 2026 si è conclusa a giugno con la presentazione delle analisi aggregate e dei best case durante l’evento ESG Business Conference 2026.

Consulta qui le classifiche per tipologia, dimensione e settore.

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