Il sondaggio sulle imprese di 18 Paesi
Crisi energia? Aziende, ansia da transizione
L’instabilità geopolitica sta accelerando lo spostamento delle aziende verso l’elettrificazione pulita, diventata un’esigenza più urgente per quattro dirigenti su cinque. La difficoltà di assorbire i costi energetici ha portato la questione del passaggio dai combustibili fossili a fonti pulite in cima all’agenda delle aziende, sempre più impegnate a trovare soluzioni efficienti ed economicamente vantaggiose per elettrificare le proprie attività. È quanto emerge dal sondaggio condotto da Public First, per conto dei gruppi ambientalisti E3G, We Mean Business Coalition e Global Renewables Alliance, su quasi duemila dirigenti in 18 Paesi. I risultati sono stati pubblicati il 15 giugno nel report “Powering Up: Business perspectives on electrification”.
Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 453 “Elettrificazione in cima all’agenda delle aziende”), il sondaggio mostra un sostegno schiacciante per una rapida transizione verso economie elettrificate basate prevalentemente sulle energie rinnovabili. I dati sono stati raccolti alla fine di aprile, quando lo Stretto di Hormuz era ancora chiuso, coinvolgendo aziende in Australia, Brasile, Cina, Colombia, Francia, Germania, India, Indonesia, Giappone, Kenya, Nigeria, Filippine, Polonia, Sudafrica, Corea del Sud, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. I dirigenti aziendali di tutti i Paesi intervistati hanno risposto di sostenere un rapido allontanamento dai sistemi di combustibili fossili. Tuttavia, i risultati suggeriscono anche che i sistemi energetici, le reti e i quadri politici non stanno tenendo il passo.
I RISULTATI
Il 79% dei rispondenti ha certificato che le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno reso più urgente il passaggio all’elettrificazione. Il 90% dei dirigenti prevede che le loro operazioni saranno elettrificate entro il 2035 e il 73% prevede la sostituzione della maggior parte delle apparecchiature alimentate da combustibili fossili già entro il 2030. Il 91% degli intervistati ritiene che il passaggio da apparecchiature alimentate da combustibili fossili ad alternative elettriche migliorerebbe la propria sicurezza energetica; l’88% che renderà l’attività più competitiva; l’84% che ridurrebbe i costi operativi a lungo termine; e l’80% che crei posti di lavoro nella propria attività.
Tuttavia, il 72% ha lamentato che le politiche governative siano in ritardo e ostacolino la transizione all’elettrificazione. Il 62% del campione ha detto che prenderebbe in considerazione lo spostamento delle operazioni se il proprio governo non offrisse un supporto sufficiente per elettrificarle. In particolare, l’89% ha indicato l’espansione e l’aggiornamento delle reti elettriche come la principale misura politica che aiuterebbe le aziende ad accelerare l’elettrificazione. Il 54% delle aziende cita una capacità di rete insufficiente come barriera all’elettrificazione e il 69% afferma che le aziende stanno elettrificando più velocemente di quanto i governi stiano preparando i sistemi energetici.
GEOGRAFIA VARIABILE
I risultati non sono omogenei in tutti i Paesi coinvolti nella ricerca. Il sondaggio ha rilevato che le aziende nei Paesi in via di sviluppo densamente popolati hanno gli obiettivi di elettrificazione più ambiziosi. Nello specifico, le aziende in Indonesia e Nigeria sono tra le più ambiziose sull’elettrificazione a livello globale, con il 99% che prevede di elettrificare le operazioni entro il 2035 o prima. L’India e le Filippine seguono da vicino con il 96% e il 97%, mentre la Colombia e il Sudafrica si attestano al 95%. In generale, nelle economie emergenti, l’86% dei leader aziendali preferisce le energie rinnovabili ai combustibili fossili, una percentuale al di sopra della media globale (82%) e davanti a diverse economie avanzate tra cui Stati Uniti (77%), Regno Unito (76%), Australia (75%), Germania (73%) e Giappone (69%).
Le imprese europee vedono sempre più l’elettrificazione come centrale per la competitività, la sicurezza energetica e la resilienza economica a lungo termine, ma avvertono che le infrastrutture e i sistemi politici non si muovono abbastanza velocemente. In tutti i Paesi europei intervistati, la stragrande maggioranza prevede di elettrificare le operazioni entro il 2035 o prima: Regno Unito 90%, Francia 87%, Germania 81% e Polonia 83%. Allo stesso tempo, il 78% delle imprese tedesche, il 75% delle francesi e il 74% delle polacche affermano che i governi si stanno muovendo troppo lentamente sull’elettrificazione. Il sostegno agli investimenti nella rete è schiacciante: il 90% nel Regno Unito, l’88% in Francia e Polonia, l’87% in Germania.
Alessia Albertin
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