analisi della Global Survey of Financial Advisors 2026
Natixis: giovani e consulenti separati Esg
La sostenibilità continua a rappresentare uno dei principali driver di interesse per le nuove generazioni di investitori, ma non sembra ancora essere percepita dai consulenti come una leva prioritaria per la crescita del business. È quanto emerge dal report Growth at the Speed of Change, l’indagine globale realizzata da Natixis Investment Managers su 2.950 consulenti finanziari in 23 Paesi.
Tra i diversi aspetti analizzati c’è il tema del passaggio generazionale della ricchezza, che assume un ruolo sempre più centrale. L’invecchiamento della clientela e la necessità di intercettare nuovi patrimoni rappresentano una vera e propria sfida per la crescita.
Non a caso, Natixis segnala che i clienti con meno di 45 anni rappresentano oggi poco più di un terzo della base clienti. Anche la Gen X (46 – 61 anni), pur trovandosi nella fase di massima capacità reddituale e di maggiore accumulazione patrimoniale, pesa appena un terzo dei portafogli gestiti. Allo stesso tempo, i clienti tra i 62 e gli oltre 80 anni costituiscono circa il 30% della clientela. Si tratta spesso degli investitori con i patrimoni più consistenti, ma destinati progressivamente a ridurre gli asset in gestione per effetto della fase di decumulazione e del successivo trasferimento intergenerazionale della ricchezza.
SOLO IL 28% USA GLI ESG PER ATTRARRE
I consulenti sanno di aver bisogno di nuove strategie per conquistare gli investitori più giovani: il 44% sta aggiungendo servizi specializzati pensati per attrarre questa nuova fascia di clientela, il 43% sta integrando strumenti digitali nella propria offerta, mentre il 42% punta a rafforzare le competenze sull’intelligenza artificiale.
In questo contesto, la sostenibilità continua a essere percepita come una leva ancora marginale. Secondo lo studio, soltanto il 28% dei consulenti ritiene che ampliare l’offerta di investimenti sostenibili sia una strategia efficace per attrarre clienti più giovani.
La Francia rappresenta un’eccezione rilevante, con il 39% dei consulenti concordi. L’interesse per l’offerta di investimenti sostenibili è invece minimo negli Stati Uniti, dove solo il 14% pensa che tali prodotti possano aiutare ad attrarre la clientela più giovane.
I CLIENTI PIÙ GIOVANI PUNTANO AGLI ESG
Secondo i dati di Natixis, tuttavia, la domanda è superiore a quanto i consulenti immaginino. Il 75% dei Millennials investe già in fondi sostenibili o è interessato a farlo: il 35% dichiara di detenere già prodotti sostenibili in portafoglio, mentre il 41% manifesta interesse verso questa asset class. Lo stesso si può dire anche per la Gen X, con il 28% già esposto e il 39% interessato (complessivamente il 68%). Tra i Boomers il livello di coinvolgimento scende invece al 54%, suddiviso tra un 21% di investitori già attivi e un 32% interessati a farlo.
«È importante che i consulenti riconoscano che questo interesse per gli investimenti sostenibili è accompagnato da una motivazione legata ai rendimenti», sostiene Natixis. Il report evidenzia infatti che il 65% dei Millennials e il 63% della Gen X ritiene che la transizione energetica rappresenti un fattore di extra-rendimento rispetto al mercato. Una convinzione condivisa anche dalle generazioni più mature (il 57% dei Boomers).
Non solo. Sempre il 65% dei Millennials e il 61% della Gen X ritengono che gli investimenti sostenibili siano destinati a sovraperformare nel lungo periodo.
Noemi Primini
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