analisi della Global Survey of Financial Advisors 2026

Natixis: giovani e consulenti separati Esg

7 Lug 2026
Notizie ESG Market Commenta Invia ad un amico
La sostenibilità continua ad attrarre le nuove generazioni di investitori, ma resta sottovalutata dai consulenti finanziari come leva di crescita. Per molti investitori più giovani, inoltre, la sostenibilità è sempre più associata a opportunità di extra-rendimento nel lungo periodo

La sostenibilità continua a rappresentare uno dei principali driver di interesse per le nuove generazioni di investitori, ma non sembra ancora essere percepita dai consulenti come una leva prioritaria per la crescita del business. È quanto emerge dal report Growth at the Speed of Change, l’indagine globale realizzata da Natixis Investment Managers su 2.950 consulenti finanziari in 23 Paesi.

Tra i diversi aspetti analizzati c’è il tema del passaggio generazionale della ricchezza, che assume un ruolo sempre più centrale. L’invecchiamento della clientela e la necessità di intercettare nuovi patrimoni rappresentano una vera e propria sfida per la crescita.

Non a caso, Natixis segnala che i clienti con meno di 45 anni rappresentano oggi poco più di un terzo della base clienti. Anche la Gen X (46 – 61 anni), pur trovandosi nella fase di massima capacità reddituale e di maggiore accumulazione patrimoniale, pesa appena un terzo dei portafogli gestiti. Allo stesso tempo, i clienti tra i 62 e gli oltre 80 anni costituiscono circa il 30% della clientela. Si tratta spesso degli investitori con i patrimoni più consistenti, ma destinati progressivamente a ridurre gli asset in gestione per effetto della fase di decumulazione e del successivo trasferimento intergenerazionale della ricchezza.

SOLO IL 28% USA GLI ESG PER ATTRARRE

I consulenti sanno di aver bisogno di nuove strategie per conquistare gli investitori più giovani: il 44% sta aggiungendo servizi specializzati pensati per attrarre questa nuova fascia di clientela, il 43% sta integrando strumenti digitali nella propria offerta, mentre il 42% punta a rafforzare le competenze sull’intelligenza artificiale.

In questo contesto, la sostenibilità continua a essere percepita come una leva ancora marginale. Secondo lo studio, soltanto il 28% dei consulenti ritiene che ampliare l’offerta di investimenti sostenibili sia una strategia efficace per attrarre clienti più giovani.

La Francia rappresenta un’eccezione rilevante, con il 39% dei consulenti concordi. L’interesse per l’offerta di investimenti sostenibili è invece minimo negli Stati Uniti, dove solo il 14% pensa che tali prodotti possano aiutare ad attrarre la clientela più giovane.

I CLIENTI PIÙ GIOVANI PUNTANO AGLI ESG

Secondo i dati di Natixis, tuttavia, la domanda è superiore a quanto i consulenti immaginino. Il 75% dei Millennials investe già in fondi sostenibili o è interessato a farlo: il 35% dichiara di detenere già prodotti sostenibili in portafoglio, mentre il 41% manifesta interesse verso questa asset class. Lo stesso si può dire anche per la Gen X, con il 28% già esposto e il 39% interessato (complessivamente il 68%). Tra i Boomers il livello di coinvolgimento scende invece al 54%, suddiviso tra un 21% di investitori già attivi e un 32% interessati a farlo.

«È importante che i consulenti riconoscano che questo interesse per gli investimenti sostenibili è accompagnato da una motivazione legata ai rendimenti», sostiene Natixis. Il report evidenzia infatti che il 65% dei Millennials e il 63% della Gen X ritiene che la transizione energetica rappresenti un fattore di extra-rendimento rispetto al mercato. Una convinzione condivisa anche dalle generazioni più mature (il 57% dei Boomers).

Non solo. Sempre il 65% dei Millennials e il 61% della Gen X ritengono che gli investimenti sostenibili siano destinati a sovraperformare nel lungo periodo.

Noemi Primini

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