Consulenza Esg/ PARLA il Ceo Matteo Giudici
Mesa: «Utilizzare l’AI come agente interno»
La comunicazione Esg sta diventando sempre più selettiva e differenziata, seguendo percorsi diversi a seconda della dimensione delle imprese e della maturità dei loro processi di sostenibilità. Mentre le realtà più piccole tendono a ridurre o interrompere i percorsi avviati, le aziende più strutturate mantengono e affinano il reporting, spostando l’attenzione verso tematiche e strategie specifiche. In questa intervista della serie dedicata ai protagonisti di TOP.ESG CONSULENTI, Matteo Giudici, ceo di Mesa Group, racconta come questo cambiamento stia trasformando strumenti e modalità della comunicazione Esg, tra l’evoluzione del reporting, l’impiego dell’intelligenza artificiale per garantire coerenza e verificabilità dei contenuti e nuovi sistemi digitali per monitorare il rapporto con gli stakeholder. Al centro del confronto c’è la ricerca di una comunicazione più solida e meno esposta al rischio di greenwashing, costruita su dati, coerenza interna e capacità di integrare in modo strutturato il dialogo con gli stakeholder.
Avete riscontrato richieste di cambiamento della comunicazione Esg da parte dei vostri clienti negli ultimi due anni, anche alla luce degli aggiornamenti normativi contenuti nel pacchetto Omnibus?
In Mesa osserviamo nelle aziende comportamenti differenziati a seconda della dimensione aziendale. Alcuni prospect abbandonano volontariamente il percorso Esg, altri proseguono con un perimetro più limitato. Le realtà più piccole tendono a non procedere, anche quando erano già avviate verso la Csrd (ad eccezione della rilevazione della carbon footprint, che viene generalmente adottata). Le medie e medio-grandi imprese scelgono spesso di mantenere l’esistente, senza implementare nuovi standard, continuando a fare riferimento al Gri. Le grandi aziende, al contrario, tendono ad aumentare il numero di report, rendendoli più focalizzati su aree, piani e strategie specifiche, con una visione più verticale per singola tematica.
Come aiutate i clienti a costruire una narrativa credibile per prevenire possibili accuse di greenwashing?
I nostri laboratori stanno sviluppando un nuovo strumento basato sull’intelligenza artificiale, in grado di analizzare tutti i contenuti pubblicati da un’azienda su un determinato tema e confrontarli con il posizionamento aziendale dichiarato, per individuare eventuali incongruenze o conflitti nella comunicazione. A questo si affianca un’analisi dei contenuti intra-documento, che permette di evidenziare incoerenze all’interno dello stesso documento, ad esempio un report di sostenibilità, garantendo una narrativa solida, verificabile e coerente in ogni sua parte.
Stanno emergendo nuovi strumenti narrativi per sostituire o affiancare i tradizionali approcci della comunicazione Esg?
Sicuramente l’intelligenza artificiale, utilizzata come agente interno. L’AI di MESA viene istruita su tutti gli standard Esg di mercato e informata solo sui dati del perimetro aziendale definito: non interagisce con fonti esterne ed è impostata per essere “modesta”, ovvero si ferma e chiede ulteriori informazioni quando non ha elementi sufficienti, evitando di generare contenuti inventati o incoerenti. Questo approccio consente di produrre un documento unico, costruito a partire da tutti gli input inseriti dagli utenti nel sistema, garantendo coerenza e un tone of voice uniforme in tutta la comunicazione.
Come aiutate i clienti a mantenere relazioni costruttive con stakeholder multipli e spesso in conflitto in un contesto normativo in rapida evoluzione?
Mettiamo a disposizione strumenti digitali che consentono di monitorare e storicizzare dati e relazioni con gli stakeholder. Il nostro modulo Stakeholder Management segue lo standard AA1000: mappatura, prioritizzazione, allocazione di risorse e budget, monitoraggio delle attività. Il modulo Stakeholder Engagement, invece, nasce per costruire e rafforzare l’ambito della doppia materialità, raccogliendo i feedback degli stakeholder sulle tematiche rilevanti per il proprio cluster. Una volta raccolte, le informazioni vengono filtrate per individuare gli orientamenti che modificano priorità e struttura della materialità, offrendo una base solida e aggiornata per il dialogo con tutte le parti interessate.
Matteo Russo
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