VERSO NUOVA CONSULTAZIONE
Scope 2, Ghg Protocol rinvia “il qui e ora”
Il Ghg Protocol ha indicato l’intenzione di posticipare l’applicazione obbligatoria delle norme più severe per la rendicontazione delle emissioni Scope 2 che richiedono alle aziende di abbinare gli acquisti di energia pulita al momento e al luogo del consumo energetico. Come riportato dalla Rassegna stampa aumentata ESG/ 465, l’annuncio dell’ente, che definisce il framework per la rendicontazione dei gas serra (Ghg), arriva in un aggiornamento sullo stato di avanzamento della revisione del proprio standard per il reporting delle emissioni Scope 2 e fa seguito alla pubblicazione da parte di Ghg Protocol dei risultati della consultazione sulle modifiche proposte. I riscontri ricevuti (si legga anche la notizia “Ghg Protocol, 48 aziende contro inasprimento regole”) hanno evidenziato un livello di supporto molto basso da parte delle aziende per i nuovi requisiti e la preoccupazione che le norme possano scoraggiare la partecipazione delle imprese globali ai mercati volontari di approvvigionamento di energia pulita.
I MOTIVI DELLA REVISIONE
Le proposte di revisione fanno parte del primo aggiornamento in un decennio alle modalità di misurazione delle emissioni del settore energetico, la cui guidance risale al 2015, e sono state sottoposte a consultazione a ottobre 2025. Tra le modifiche più significative proposte dal Ghg Protocol figuravano l’introduzione di nuovi requisiti di corrispondenza oraria (hourly matching) e di consegnabilità sul mercato locale (deliverability) per la rendicontazione market-based delle emissioni derivanti da contratti e strumenti energetici (si legga anche l’articolo Svolta Ghg Protocol, vale il “qui e ora” ).
«La decisione di proporre nuovi requisiti di rendicontazione e contabilizzazione su base oraria in materia di corrispondenza e realizzabilità per il metodo basato sul mercato relativo alle emissioni di Scope 2 – ricorda il Ghg protocol nel suo aggiornamento – è scaturita dalla crescente necessità di una contabilizzazione più accurata delle emissioni. In base all’attuale metodo basato sul mercato (tratto dalle Linee guida Scope 2 del 2015), le aziende possono riportare le riduzioni delle emissioni derivanti da progetti di energia pulita situati su reti elettriche scollegate dalle proprie attività operative. Questo scollegamento implica che tali progetti spesso non sono collegati alla rete elettrica che alimenta le attività operative dell’azienda e, di conseguenza, non sono collegati alle sue attività operative o alla sua catena del valore, riducendo così l’accuratezza e la credibilità delle emissioni riportate dall’azienda».
LE DUE TEORIE DEL CAMBIAMENTO
Sempre nel suo aggiornamento, il Ghg Protocol inquadra le risposte alla consultazione (che si è chiusa il 31 gennaio 2026) in due “teorie del cambiamento”. Secondo la Teoria del cambiamento 1, a favore dei requisiti di hourly matching e deliverability, «tenere conto dell’elettricità pulita abbinata su base oraria, immessa nella stessa rete e generata da impianti costruiti entro un determinato numero di anni (spesso definita “incrementalità”) aumenta la probabilità che la domanda delle aziende sostenga la nuova energia pulita». Indirizzando la domanda verso la generazione pulita nei momenti e nei luoghi in cui altrimenti sarebbe scarsa, la ricerca ha dimostrato che questo approccio riduce le emissioni a livello di sistema e favorisce la decarbonizzazione della rete.
Secondo la Teoria del cambiamento 2, «consentire alle organizzazioni di rendere conto dei propri acquisti di attributi energetici ricorrendo alla corrispondenza annuale e a confini geografici ampi riduce al minimo gli ostacoli alla partecipazione al mercato e favorisce lo sviluppo di un mercato ampio e attivo per i certificati di attributi energetici (Eac), un mercato in cui è facile investire indipendentemente dalla propria ubicazione». Ciò convoglia capitali provenienti da iniziative volontarie nel mercato globale delle energie rinnovabili con vincoli minimi, il che, secondo gli stakeholder, potrebbe accelerare la decarbonizzazione.
I PROSSIMI PASSI
Le proposte di revisione dello Scope 2, messe in consultazione, sono state elaborate da un gruppo di lavoro nominato nel 2024 (Scope 2 Twg) e approvate dall’Indipendent Standard Board del Ghg Protocol. Dopo la consultazione, sono continuati i lavori dell’Isb e dello Scope 2 Twg nella direzione di un ruolo per due metodi basati sul mercato che corrispondono alle due teorie del cambiamento emerse dai riscontri raccolti durante la consultazione pubblica:
- Metodo 1: Questo approccio prevedrebbe requisiti di rendicontazione e reporting su base oraria in materia di corrispondenza, deliverability e incrementality.
- Metodo 2: Questo approccio manterrebbe i requisiti esistenti relativi allo Scope 2 contenuti nelle Linee guida sullo Scope 2 del 2015, consentendo alle organizzazioni di proseguire con le attuali strategie di approvvigionamento e rispondendo alle preoccupazioni delle parti interessate in merito alla fattibilità e alla partecipazione al mercato.
È stata così proposta una linea guida per l’applicazione che dovrà essere ulteriormente perfezionata dal Twg. Si legge nella nota del Ghg Protocol: «Le aziende [devono/dovrebbero/possono, formulazione ancora da definire] devono rendicontare secondo il metodo basato sul mercato qualora siano disponibili dati che soddisfino i criteri di qualità. Se un’azienda rendiconta le emissioni Scope 2 utilizzando il metodo basato sul mercato:
- le aziende possono rendicontare utilizzando il Metodo 2 (l’attuale metodo basato sul mercato previsto dalle Linee guida Scope 2 del 2015) fino a una data da stabilirsi,
- le aziende dovrebbero rendicontare utilizzando il Metodo 1 fino a una data da stabilirsi,
- prima di tale data, le aziende devono indicare se stanno applicando il Metodo 1 o il Metodo 2 basati sul mercato, e
- dopo tale data, se un’azienda riporta le emissioni di Scope 2 utilizzando un metodo basato sul mercato, dovrà utilizzare il Metodo 1 qualora siano disponibili dati che soddisfino i criteri di qualità.
Il processo porterà infine a una nuova consultazione pubblica “consolidata” che il Ghg Protocol prevede di aprire per il secondo trimestre del 2027 e che includerà «i requisiti proposti per gli scope 1, 2 e 3, nonché le azioni e gli strumenti di mercato previsti nell’ambito dello standard aziendale congiunto GHG Protocol-ISO, la cui pubblicazione è prevista per il quarto trimestre del 2028» (si legga anche Scope 3, revisioni proposte dal Ghg Protocol).
Elena Bonanni
consultazioneGhg ProtocolnormativareportingScope 2