L'assemblea annuale il 23 aprile

Bp, azionisti in rivolta su retromarcia Esg

17 Apr 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
La major è sotto pressione da parte di fondi pensione, azionisti attivisti e società di consulenza per la decisione di escludere e cercare di eliminare alcune proposte climatiche. Glass Lewis e Iss hanno raccomandato di votare contro il cda e le risoluzioni di Bp e diversi investitori si sono già impegnati a farlo

Bp, già nel mirino di campagne incrociate di fondi pensione, azionisti attivisti e società di consulenza per il passo indietro sulle energie rinnovabili, è finita di nuovo nell’occhio del ciclone per l’opposizione alle proposte climatiche dei suoi azionisti. La battaglia tra management e investitori si è incendiata in vista della prossima assemblea annuale degli azionisti, programmata per il 23 aprile. L’amministrazione della compagnia petrolifera britannica ha presentato una sua risoluzione per rescindere due vecchie proposte sul clima, approvate nel 2015 e nel 2019, che impongono alla società una strategia climatica, di presentare un report annuale sulle emissioni e di collegare la retribuzione dei dirigenti alle prestazioni climatiche.

Inoltre, Bp ha deciso di escludere dal voto la nuova proposta climatica presentata da Follw This insieme a 16 investitori, che chiede alla major di definire strategie per mantenere il valore per gli azionisti in caso di calo della domanda di petrolio e gas. Infine, la società ha raccomandato i suoi azionisti di votare contro una risoluzione presentata dal gruppo climatico Australasian Centre for Corporate Responsibility (Accr), che chiede di pubblicare ulteriori informazioni che dimostrino che lo spostamento della spesa dai progetti a basse emissioni di carbonio al petrolio e al gas rafforzerà il valore per gli azionisti.

LE RACCOMANDAZIONI DI VOTO

Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 444 “Agm, azionisti e consulenti in pressing su Bp per il clima”), i due giganti della consulenza sul voto per gli azionisti, Glass Lewis e Iss, hanno raccomandato agli azionisti di votare contro la Risoluzione 23 presentata da Bp, che prevede il ritiro delle proposte climatiche approvate nel 2015 e nel 2019. Le società di consulenza hanno argomentato che il board non ha fornito una motivazione convincente sul perché gli investitori trarrebbero beneficio da una potenziale riduzione della trasparenza o dal ritiro di proposte che hanno ricevuto un sostegno schiacciante da parte degli azionisti.

Glass Lewis ha anche raccomandato agli azionisti di votare contro l’elezione del nuovo presidente del consiglio di amministrazione, Albert Manifold, citando la decisione della major di escludere la proposta degli azionisti presentata da Follow This. È raro che i due giganti della consulenza, che spostano enormi porzioni di voti, spingano per votare contro il consiglio di amministrazione di un’azienda.

Diversi investitori e fondi pensione hanno espresso preoccupazione per le mosse di Bp e hanno già annunciato che voteranno contro le proposte del management e contro il consiglio di amministrazione all’assemblea annuale degli azionisti.

L’OPPOSIZIONE DEGLI INVESTITORI

Le due risoluzioni del 2025 e del 2019 sono state approvate quasi all’unanimità dagli azionisti. Per ritirarle, Bp avrebbe bisogno del 75% dei voti degli azionisti. La società ha argomentato che il reporting non era più necessario poiché è stato sostituito dalle disclosure Esg dei quadri normativi obbligatori, che forniscono dati più comparabili.

Un gruppo di investitori europei, guidato dall’azionista attivista Follow This, ha pubblicato una lettera aperta in cui esortavano Bp a rinunciare ai piani per eliminare gli impegni per il clima già adottati e ha invitato gli azionisti a votare contro la risoluzione sostenuta dal board all’assemblea annuale.

Il Local Authority Pension Fund Forum, un organismo di fondi pensione del Regno Unito che rappresenta fondi con un patrimonio di oltre 425 miliardi di sterline e circa l’1,34% delle azioni di Bp, si è opposto alla mossa della major e ha raccomandato ai suoi di votare contro il board della major, contro il suo presidente, contro le risoluzioni sostenute dal consiglio e di votare invece a favore della risoluzione presentata da Accr.

Anche alcuni investitori, come Legal & General Asset Management, hanno già annunciato che non sosterranno la Risoluzione 23 del consiglio di amministrazione della società petrolifera e che voteranno contro Manifold. L&G è tra i primi 10 investitori nella major, con una partecipazione di circa l’1,5 per cento.

Il dissenso arriva sulla scia di un cambiamento di management nella multinazionale petrolifera: da inizio mese Meg O’Neill è diventata la nuova ceo, mentre Albert Manifold è stato eletto presidente del cda lo scorso ottobre. Lo scontro con gli azionisti attivisti all’assemblea annuale sarà quindi anche un test per i neo-insediati vertici della società.

Alessia Albertin

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