Consulenza Esg/ PARLA il Ceo Marco di Pilla

Be-boost: «Meno narrazione Esg difensiva, più infrastruttura»

29 Giu 2026
Interviste Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Per Be-Boost la sostenibilità post-Omnibus richiederà più focus sui dati. I processi di rendicontazione devono essere integrati da tool di gestione verticali che permettono di ridisegnare il rapporto tra consulente e azienda, e tra azienda e stakeholder

La sfida per le imprese europee nel quadro normativi post Omnibus non riguarda più soltanto la capacità di raccontare gli impegni assunti, ma soprattutto quella di costruire processi solidi, garantire la qualità dei dati e mantenere relazioni coerenti con stakeholder sempre più numerosi e diversificati tenendo allo stesso tempo sotto controllo i costi operativi connessi alla rendicontazione. In questa terza intervista della serie dedicata ai protagonisti di TOP.ESG CONSULENTI, Marco Di Pilla, ceo di Be-Boost Società Benefit, racconta come sta evolvendo la domanda delle aziende in materia di comunicazione sulla sostenibilità, quali nuovi strumenti stanno emergendo per affiancare i tradizionali advisor Esg e perché, in un contesto in continua evoluzione, la vera leva competitiva risiede nella capacità di trasformare la sostenibilità in un’infrastruttura operativa integrata e verificabile.

Avete riscontrato richieste di cambiamento della comunicazione Esg da parte dei vostri clienti negli ultimi due anni, anche alla luce degli aggiornamenti normativi contenuti nel pacchetto Omnibus?

Sì, profondamente. L’Omnibus ha riportato il bilancio di sostenibilità al suo nucleo operativo: dato, evidenza, integrazione con la gestione ordinaria. I clienti (consulenti e aziende) non chiedono più “come raccontare”, ma “come reggere il ritmo senza farsi schiacciare dai costi”. Il cambiamento è strutturale: chi finora subiva la sostenibilità ora la vuole gestire come funzione interna e cross silos. La comunicazione si sposta da promessa narrata a evidenza operativa: ciò che si misura si racconta, ciò che si automatizza si conferma.

Stanno emergendo nuovi strumenti narrativi per sostituire o affiancare i tradizionali approcci della comunicazione Esg?

Sì, e ne abbiamo costruito uno. La narrazione Esg sta passando dal documento annuale statico al monitoraggio continuo, accessibile e verificabile. Per questo abbiamo creato Operia, una piattaforma proprietaria che digitalizza il rapporto tra consulente e azienda, e tra azienda e stakeholder. Per il consulente Esg è un gestionale premium gratuito: tutti i progetti, ticket e documenti in un unico spazio, con remunerazione Be-Boost solo a successo (10% sul venduto). Per l’azienda obbligata è Operia Enterprise: piattaforma personalizzata con intelligenza artificiale, integrata ai gestionali interni. Il nuovo strumento narrativo non è un linguaggio più sofisticato: è l’evidenza fatta sistema.

Come vi comportate e cosa consigliate ai clienti che vogliono “abbassare il profilo” della loro comunicazione Esg?

Distinguiamo sempre tra “abbassare il profilo” e “abbassare i costi”. Spesso il cliente non vuole davvero tacere: vuole smettere di pagare ogni anno consulenze esterne per attività ripetitive che non portano valore al suo business o che potrebbe gestire internamente. Il consiglio è semplice: prima di rinunciare alla comunicazione, ridurne il costo. Il greenhushing raramente è la scelta giusta quando il vero problema (il costo di gestione e monitoraggio) è risolvibile a monte con la giusta infrastruttura.

Come aiutate i clienti a mantenere relazioni costruttive con stakeholder multipli e spesso in conflitto in un contesto normativo in rapida evoluzione?

In un quadro normativo che cambia ogni sei mesi, la coerenza tra stakeholder non si difende con messaggi diversi su canali diversi: si costruisce su una base condivisa di dato e progettualità condivise. Alle aziende suggeriamo di integrare la raccolta dati in piattaforma, così investitori, fornitori e clienti finali leggono gli stessi numeri. La relazione con stakeholder multipli si tiene così: meno narrazione difensiva, più infrastruttura affidabile.

Matteo Russo

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