sondaggio tra oltre 2100 leaders c-suite

Deloitte: la sostenibilità sarà “selettiva”

14 Ott 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Il report rileva che gli investimenti in sostenibilità crescono, ma le imprese puntano su iniziative più selettive e orientate al valore per il business. Clima, supply chain e normative rafforzano il ruolo della sostenibilità come leva di resilienza aziendale

La sostenibilità entra in una fase più disciplinata. È una delle principali indicazioni del 2026 C-suite Sustainability Report di Deloitte, basato sulle risposte di 2.156 C-Suite executives in 29 Paesi. Il rapporto rileva un cambiamento nell’approccio delle organizzazioni: la sostenibilità resta una priorità, gli investimenti continuano a crescere, ma le imprese sembrano orientarsi verso un numero più selettivo di iniziative, con maggiore attenzione al valore per il business, alla resilienza e all’integrazione nelle attività operative.

INVESTIMENTI IN CRESCITA

Il 78% dei C-suite intervistati dichiara di aver aumentato gli investimenti in sostenibilità nell’ultimo anno, mentre l’83% ritiene che le iniziative di sostenibilità contribuiscano a creare un vantaggio competitivo. Al tempo stesso, il report evidenzia un approccio più focalizzato: il numero medio di iniziative intraprese dalle organizzazioni è sceso da 5 a 3,4. Quasi la metà degli executive (47%) afferma inoltre che le considerazioni di sostenibilità sono ormai integrate nell’intera organizzazione. «Abbiamo imparato dal passato e, sulla base di queste esperienze, abbiamo semplificato le nostre azioni. Abbiamo meno obiettivi, più misurabili, progettati per generare valore e un maggiore impatto su scala», si legge nel report, riportando le parole di Ann Tracy, Chief Sustainability Officer di Colgate-Palmolive.

L’IMPATTO DI CLIMA E CONSUMI

Il cambiamento climatico e i fenomeni meteorologici estremi emergono anche come fattori già in grado di incidere concretamente sulle attività aziendali. Tra gli aspetti di sostenibilità che stanno maggiormente influenzando il business, il 35% degli intervistati indica l’impatto operativo di eventi meteorologici estremi e disastri. Seguono, entrambi al 30%, il cambiamento nei modelli e nelle preferenze di consumo, le politiche governative volte a incentivare gli investimenti in sostenibilità e le normative finalizzate a ridurre le emissioni o gli impatti ambientali. Gli autori suggeriscono quindi che la sostenibilità «non viene considerata soltanto in relazione agli obiettivi ambientali, ma anche per gli effetti che cambiamenti climatici, domanda dei consumatori e contesto regolatorio possono avere sulle attività e sulle strategie aziendali».

DALLA SOSTENIBILITÀ ALLA RESILIENZA

Proprio la resilienza rappresenta uno degli elementi su cui il report registra una crescente attenzione. Le interruzioni delle supply chain legate a eventi meteorologici estremi sono indicate come il principale rischio fisico per le organizzazioni nei prossimi tre-cinque anni. Allo stesso tempo, Deloitte evidenzia una distanza tra la percezione della propria preparazione e l’effettiva integrazione dei rischi di sostenibilità nei processi aziendali: solo circa un terzo degli intervistati dichiara che questi rischi sono pienamente integrati e regolarmente modellati nell’ambito dell’enterprise risk management. «Sostenibilità, supply chain e resilienza sono diventati molto più importanti», viene affermato nel report, sottolineando come la sostenibilità sia oggi intrecciata con regolamentazione, materiali, catene di fornitura e rischio climatico.

Giulia Bandini

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