Il report di Capgemini e Sweep

Danni climatici, aziende al buio sui dati

18 Set 2026
Notizie Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
Da un sondaggio su mille dirigenti emerge che il 94% delle aziende ha subito un danno finanziario legato al clima negli ultimi due anni, ma il 79% ancora non dispone di dati sulla sostenibilità sufficienti per orientare la propria strategia aziendale. In più, sempre più aziende usano l'AI senza però avere governance e policy formali

Le aziende non riescono ad affrontare le perdite legate al clima a causa della carenza di dati sul tema. È quanto emerge dal report “Sustainability in action 2026: The new rules of business resilience”, pubblicato il 9 settembre, che riporta i risultati di un’indagine condotta dalla società di consulenza tecnologica Capgemini e dal fornitore di dati sulla sostenibilità Sweep su mille dirigenti aziendali di alto livello. La maggior parte degli intervistati risiede negli Stati Uniti, seguiti da Regno Unito, Francia, Germania, Austria, Svizzera e Paesi nordici, e lavora in cinque settori: energia, scienze della vita, manifatturiero, vendita al dettaglio e trasporti.

Come anticipato dalla rassegna sostenibile di questa settimana (OB/ 458 “Clima, le aziende non hanno dati sufficienti”), il sondaggio rivela che il 94% delle aziende ha subito un danno finanziario a causa di interruzioni della catena di approvvigionamento legate a eventi climatici negli ultimi due anni. Tuttavia, il 79% ha risposto di non disporre di dati sulla sostenibilità sufficienti per orientare la strategia aziendale, rispetto al 53% nel 2024, segnalando in particolare problemi di completezza, tracciabilità e affidabilità dei dati. Il 34% ha dichiarato di aver integrato i dati sulla sostenibilità nei processi di pianificazione, finanza e approvvigionamento, ma il 36% degli intervistati ha concordato pienamente sul fatto che i propri dati sulla sostenibilità siano insufficienti, in aumento rispetto al 17% registrato nel 2024.

La seconda edizione di questa indagine di Sweep e Capgemini si è focalizzata su come le aziende utilizzano i dati sulla sostenibilità per orientare le decisioni in materia di costi, rischi, approvvigionamenti, catena di fornitura e investimenti. Inoltre, ha analizzato come l’intelligenza artificiale accelera i progressi man mano che la sostenibilità diventa fondamentale per la resilienza, le prestazioni e la crescita a lungo termine. Il rapporto ha esaminato dove il valore viene già creato e dove l’IA sta cambiando la velocità e la portata del processo decisionale in materia di sostenibilità. I risultati hanno messo in evidenza che la fiducia nei dati rimane essenziale e che la titolarità della strategia Esg è ancora troppo frammentata.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO

Dal report emerge che la sostenibilità è diventata un fattore di valore duraturo e il costo di ignorarla si sta già riflettendo sul conto economico. Il 30% di chi ha segnalato danni finanziari a causa del clima ha dichiarato perdite superiori a 1 milione di dollari e solo un quinto ha dichiarato perdite inferiori a 100mila dollari. Tra i principali ostacoli infrastrutturali all’integrazione dei dati sulla sostenibilità, il 34% degli intervistati ha citato l’integrazione limitata del sistema, un altro 34% il ridimensionamento tra aree geografiche e il 31% l’incompletezza dei dati relativi ai fornitori e alle emissioni Scope 3.

Inoltre, il sondaggio ha rivelato un cambiamento significativo nel modo in cui le aziende raccolgono i dati. Solo il 18% delle imprese raccoglie informazioni sulla sostenibilità esclusivamente in modo manuale, rispetto al 78% nel 2024. Quasi la metà delle aziende (48%) ha dichiarato di star sperimentando strumenti di intelligenza artificiale (IA): il 44% ha affermato di utilizzare l’IA nella raccolta dei dati, il 45% nel calcolo e analisi dei dati e un altro 44% nel processo decisionale e strategico.

L’Intelligenza artificiale ha ridotto le tempistiche, ma la governance è in ritardo. Solo il 40% delle organizzazioni ha risposto che dispone di un quadro di governance aziendale formale per l’IA e solo il 39% ha dichiarato di avere policy chiare sull’uso e sulla responsabilità dell’IA. Un altro problema rilevato dall’indagine riguarda la governance Esg e le lacune nel raggiungimento di una gestione efficace dei dati Esg su larga scala. La sostenibilità, infatti, è integrata in ogni funzione, ma è più difficile trovare una chiara responsabilità. Il 45% delle aziende analizzate continua a compartimentare la responsabilità dei dati Esg in un unico team di sostenibilità, mentre il 46% la segnala come interfunzionale.

Alessia Albertin

0 commenti

Lascia un commento

Translate »