il "perché" dell'integrazione con entera

Le nostre ambizioni per la nuova ET.Group

19 Ott 2026
Editoriali Companies & CSR Commenta Invia ad un amico
C’è una frontiera, davanti, troppo sterminata per le sole forze di ET.Group: l’economia reale italiana. Dentro la nuova compagine, continueremo a fare ciò che ci è riconosciuto. A cominciare dal portare alla luce una ragion d'essere, per Entera, ad altissimo potenziale

Giovedì scorso, 15 ottobre, presso un notaio a nord di Milano, abbiamo firmato la cessione del 50,08% di ET.Group a Entera. La società ET.Group, già ETicaNews, è nata 15 anni fa, più o meno in questi giorni. Sulla operazione è stato subito diffuso un comunicato, obbligatorio perché l’acquirente è una società quotata, così come quotata è la sua controllante, Smart Capital. Di corredo, Entera ha attivato la propria comunicazione per la diffusione e la valorizzazione dell’operazione. Questo ha comportato che tanti, nel nostro network, ci abbiano scritto sulla base di quello che stava circolando. Alcuni chiedendo, alcuni felici, in molti facendo i complimenti.

Noi, perdonateci, abbiamo atteso qualche giorno per ufficializzare e rendere chiari i nostri “perché” dell’operazione.

GUARDANDO ALL’INDIETRO

La vita si vive in avanti, ma si capisce all’indietro. Dunque, per comprendere l’operazione, è necessario partire dal percorso di ET. Lo semplifico in stagioni. [Stagione 1] Quando siamo nati, la gente con cui ci confrontavamo, dubitava del senso di un giornale di etica, ritenendo impossibile affiancarla alla creazione di business (e, poi, ci chiedevano, quale etica?). Eravamo soli. [Stagione 2] Qualche anno più tardi, ci siamo invece trovati in un sistema che parlava solo di etica, cioè di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Tutti ne parlavano, tutti ne proclamavano, tutti sfruttavano la corrente per fare business. [Stagione 3] Poi è arrivata la fase della grande normazione, dell’etica stratificata nelle sterminate matrici di indicatori dettate dal legislatore, il quale era timoroso (giustamente) delle derive opportunistiche. [Stagione 4] Infine, negli ultimi due anni, abbiamo assistito alla fuga e al silenzio. In questa particolare epoca di ignavia, ci sono state riconosciute attitudini come “coraggio” e “tenacia”, cosa di cui andiamo fieri: mentre il marketing del sistema rinnegava i posizionamenti, noi abbiamo espresso ancor più convinzione sul modello socio-politico-economico basato sugli Esg.

Non ci siamo curati se l’acronimo Esg è passato di moda. Va usato con più cautela, certo, ma siamo convinti che sia semanticamente corretto utilizzarlo, in quanto sintesi per indicare i cambiamenti che avvengono nel sistema in seguito agli impegni ambientali e sociali, nonché, filo conduttore di ogni nostro studio, in conseguenza degli impegni di governance dei soggetti. Questo è l’aspetto centrale: abbiamo studiato la sostenibilità in ogni sua dimensione di business, ma sempre mettendo al centro le cause, piuttosto che gli effetti. Ovvero, mettendo al centro l’individuazione dell’identità sostenibile dei soggetti, unica garanzia del loro agire onesto, trasparente, etico.

Abbiamo inventato un filone di ricerca, dando una definizione “assoluta” del concetto di Identità Esg*, e declinandola in chiave “relativa” per gli ambiti di analisi: le aziende, le società di gestione, gli advisor e, di recente, anche i fondi pensione.

Questa identità Esg l’abbiamo via via elaborata anche in “identità politica”, cioè associandola alla consapevolezza del soggetto di quanto crei valore (anche competitivo) il proprio impatto per la polis.

Questo enorme sforzo di ricerca ha posizionato ET.Group al centro della sostenibilità in Italia e, in qualche modo, anche in Europa (Esma, la Consob europea, ci ha infatti riconosciuto come Esg Rating Provider per l’assessment sull’identità delle società di gestione).

Questo enorme sforzo di ricerca è riuscito anche a garantirsi la sostenibilità economica, attraverso  gli eventi, i laboratori, le pubblicazioni anche di paper scientifici, la consulenza e la formazione.

Questo business ha funzionato e funziona. Ma c’è una frontiera che ET.Group vede davanti che appare troppo sterminata per le nostre forze: l’economia reale italiana.

GUARDANDO AVANTI

E, qui, entrano in gioco Smart Capital ed Entera. La prima è una società di investimenti e di servizi finanziari alle imprese, che ha alle spalle un vasto network di imprenditori-investitori, con una forte caratterizzazione territoriale: la Brianza. La seconda, Entera, è stata creata da Smart Capital qualche mese fa, attraverso un reverse merger con un gruppo quotato del crowdfunding. Anche qui, il network sottostante di investitori per l’economia reale è importante. La sinergia tra le due realtà porta a scommettere sul supporto alla crescita delle pmi, corredando le attività attuali con quelle della società Entera Advisory (nella quale, più precisamente, è stata integrata ET.Group).

ET.Group diventa quindi una società di advisory? Niente affatto. ET.Group continuerà a fare ciò che le è riconosciuto. Ricerca, giornalismo, divulgazione, networking e laboratori sulla frontiera Esg. Continuerà perché, per Entera, la principale ragione per integrarci è quella di mantenerci come siamo.

Soprattutto, ET.Group seguirà la propria ragion d’essere: inspire people’s purpose. Ovvero, individuare e portare alla luce le ragioni di esistere dei soggetti con cui interagiamo.

A cominciare, anche, da Entera.

QUALCOSA DI POLITICO

E qui condivido le nostre (di ET.Group) convinzioni e ambizioni (quasi un brainstorming), che vanno molto oltre la proposizione al mercato di una nuova società di advisory. L’idea Esg è quella di cambiare l’approccio seguito fino a oggi: portare la finanza alle pmi. E di ribaltarlo in: portare alla finanza il sistema-impresa del territorio. Sembra forse la stessa cosa, ma così non è. Soprattutto in Italia. Soprattutto nei distretti, come quello brianzolo, da cui Entera prende le radici.

Ho assistito personalmente, e più di una volta, nel corso degli ultimi due anni di rispettiva conoscenza con Smart Capital, a imprenditori che, alzatisi in piedi, in pubblico, affermavano: “Noi non abbiamo bisogno di soldi, o di altri soldi. Abbiamo bisogno di un’idea di impresa per un territorio o una comunità”.

Siamo convinti che nel progetto Entera-Smart Capital ci sia un valore “politico”, ossia per la polis, che crediamo debba essere portato alla luce e amplificato. Perché è quello che cercano gli imprenditori e le loro comunità. C’è grande spazio, anche alla luce del diffuso cambio generazionale, per individuare e ricostruire l’identità territoriale e comunitaria dell’impresa, e dare a questa identità gli strumenti per tornare a svilupparsi. Si tratta di un driver enorme di business, perché è un driver enorme per il sistema Italia, costruito su centinaia di filiere e distretti, di comunità di impresa. Forse è un impegno troppo ampio, forse è un impegno che spaventa, ma crediamo che questa sia l’evoluzione più vera dei concetti Esg in chiave di economia reale.

In questo percorso, noi portiamo il nostro know how sull’identità Esg, declinabile in identità “politica” dei soggetti. E portiamo con noi il network dei nostri interlocutori che abbiamo costruito fino a oggi, per la gran parte dei quali, sono convinto, la nostra operazione con Entera si rivelerà pure un volano di nuovo business Esg.

ET.Group, infatti, non solo continuerà a fare ciò che le è riconosciuto. Ma manterrà attiva una lunga serie di relazioni che potranno (anzi, dovranno) avere un ruolo nell’ambizione “politica” di cui Entera può mettersi al centro.

Perché, dunque, abbiamo accettato questo passaggio per ET.Group?

La risposta è semplice. Non l’abbiamo “accettato”. In realtà, la nostra partita inizia adesso. Perché erano necessari questi 15 anni per poterla giocare.

Luca Testoni

*Con ESG Identity si intende l’insieme degli elementi distintivi di un soggetto che, partendo dal suo purpose Esg, caratterizzano la sua struttura organizzativa (la governance) per arrivare alla coerenza e consistenza ESG della sua offerta al mercato, passando per le modalità con cui il soggetto pensa (la cultura aziendale ESG) e comunica sul fronte sostenibile.

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