analisi dell'agenzia di rating sul fenomeno contenziosi

S&P: cresce il rischio per cause green

ET.Pro
11 Ott 2021
Companies & CSR Commenta Stampa Invia ad un amico
Non c'è ancora evidenza, spiegano gli analisti di S&P Global Ratings, di effetti sul merito creditizio. Ma il trend è chiaro. Aumentano i rischi di cause. E, quindi, la valutazione delle aziende dovrà considerare anche fattori critici come il possibile greenwashing

«Ad oggi, non siamo a conoscenza di alcuno scenario in cui una controversia ambientale abbia avuto un impatto materiale sull’affidabilità creditizia di un emittente; tuttavia, ci aspettiamo che l’aumento delle controversie sul clima possa essere uno dei molti meccanismi con cui i rischi di transizione e fisici si cristallizzano per le aziende emittenti, portando con sé un potenziale rischio reputazionale e finanziario». Questa è la conclusione del report Climate Change Litigation: The Case For Better Disclosure And Targets con cui S&P Global Ratings ha acceso il riflettore sui crescenti impatti delle cause ambientali a carico delle imprese. Anche in relazione alle accuse di greenwashing.

Fonte: Global trends in climate change litigation: 2021 snapshot

L’analisi, pubblicata il 6 ottobre, ripercorre l’evolversi dello scenario giudiziario che accompagna la lotta al cambiamento climatico. Ripropone dati in linea con precedenti approfondimenti (vedi l’articolo Cambiamenti climatici, lotta di contenziosi), che evidenziano in modo chiaro l’accelerazione della chiamata in tribunale delle aziende. La specificità del report è che l’argomento viene trattato dal punto di visto del rischio finanziario che questa spinta al contenzioso potrebbe generare. «Sulla base della nostra analisi di questi casi – scrive S&P -, vediamo tre attributi chiave di un’entità che potrebbero aumentare il suo rischio di essere esposta a controversie legate al cambiamento climatico:

  • impatti climatici altamente attribuibili alle operazioni dell’entità
  • piani di decarbonizzazione considerati incompleti o inadeguati dagli stakeholder
  • pratiche di divulgazione viste come insufficienti, inferiori agli standard o di greenwashing».

S&P Global avverte quindi su un probabile cambio dei modelli di valutazione delle società. «In futuro – si legge -, una gestione prudente del rischio potrebbe sempre più includere l’analisi dei portafogli degli emittenti le cui operazioni mostrano uno o più di questi attributi». In altre parole, nel valutare una azienda si dovrà considerare anche l’eventuale eccessiva euforia con cui proclama o prende impegni su obiettivi di sostenibilità.

 

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