Csrd, le aziende escluse continuano il Reporting Esg
La stragrande maggioranza delle aziende recentemente escluse dall’ambito di applicazione della Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd) prevede di mantenere o addirittura ampliare le proprie attività di rendicontazione di sostenibilità, nonostante l’assenza di obblighi normativi. Come anticipato nella rassegna stampa di questa settimana, è quanto emerge da un’indagine pubblicata dal fornitore di software per la sostenibilità Osapiens e realizzata intervistando oltre 400 dirigenti di aziende con più di mille dipendenti in Europa e nel Regno Unito. Delle aziende intervistate che sono state escluse dall’ambito di applicazione della Csrd a seguito della recente iniziativa Omnibus, il 90% ha dichiarato di voler mantenere o ampliare le proprie attività di rendicontazione sulla sostenibilità e l’86% ha affermato di poter continuare a produrre report conformi agli standard della Csrd.
Le aziende citano una serie di vantaggi derivanti dalle attività di reporting che vanno oltre la conformità e hanno dichiarato che i dati di sostenibilità sono già integrati nella propria infrastruttura di rendicontazione aziendale, integrando tali dati nelle loro valutazioni del rischio aziendale e nei processi decisionali, come per la pianificazione aziendale (53%), l’innovazione e il design dei processi (48%), nonché per decisioni finanziarie e gestione dei rischi di filiera (38%). Le imprese evidenziano benefici concreti, tra cui una maggiore visibilità sui rischi climatici e operativi (49%), un rafforzamento della fiducia degli investitori e della capacità di risposta alle richieste Esg (44%) e una migliore integrazione tra sostenibilità e decisioni finanziarie (43%). Non a caso, il 90% degli intervistati segnala che la rendicontazione di sostenibilità è già almeno parzialmente integrata con quella finanziaria, con prospettive di ulteriore sviluppo nel breve termine.
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